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Con la conquista del regno di Granada (1492),
l'ultimo territorio iberico ancora in mano ai musulmani, la Castiglia
aveva libero accesso alle coste atlantiche, ma si trovava la costa
africana e le isole atlantiche sbarrate dai portoghesi. Proprio per
questo i sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia
accettarono l'impresa proposta loro dal genovese Cristoforo Colombo. In
realtà essa si basava su un errore di calcolo: Colombo era convinto che
la circonferenza terrestre fosse molto più breve di quanto non sia
effettivamente e credeva di riuscire a raggiungere in tempi
relativamente brevi l'Oriente descritto da Marco Polo, ovvero intendeva
buscar el Levante por el Poniente.
Questo errore e l'aiuto dei venti alisei permisero a Colombo di sbarcare
il 12 ottobre del 1492 su una delle isole Lucaie che venne battezzata
San Salvador, per poi toccare altre isole tra cui l'isola Santa Maria,
Grande Exuma, Grandi Antille, Haiti, dopo settanta giorni di navigazione
su tre piccole navi, la Niña, la Pinta e la Santa Maria.
Da quel momento quella parte di mondo divenne terra spagnola, almeno
secondo la volontà di Colombo stesso che ne prese possesso, senza
nessuna consultazione con gli abitanti, a nome dei reali di Spagna.
Seguirono a questo altri quattro viaggi nel periodo tra il 1493 e il
1500, in cui Colombo continuò l'esplorazione dei Caraibi, raggiungendo a
Sud le foci dell'Orinoco e ad Ovest Panama.
Il primo ad intuire, però, che quelle terre non erano l'Oriente ma un
nuovo continente fu nel 1507 il fiorentino Amerigo Vespucci con le sue
esplorazioni lungo le coste del Brasile e dell'Argentina.
Nel 1513 si ebbe la conferma che l'America era un nuovo continente:
infatti il portoghese Vasco Nuñez de Balboa superò lo stretto di Panama
e scoprì un nuovo oceano poi chiamato Pacifico per la tranquillità delle
sue acque.
L'esplorazione del Nuovo Mondo
Nel 1493 il re Ferdinando d'Aragona ottenne dal papa Alessandro VI
(1492-1503) una bolla pontificia, la Inter coetera, che sanciva il
possesso della Castiglia di tutte le terre scoperte e cristianizzate al
di là di una linea teorica che si trovava a circa cento miglia marine
dalle isole Azzorre e Capo Verde.
Nel 1494, però, i sovrani di Spagna dovettero accordarsi con il re del
Portogallo Giovanni II con il trattato di Tordesillas che spostava la
linea di demarcazione fra le rispettive aree di influenza ancora più ad
Occidente per altre ottocento miglia marine.
Altri esploratori
Dopo Colombo e Vespucci, altri esploratori inviati dalla corona spagnola
ampliarono la conoscenza del Nuovo Mondo:
Vicente Pinzón (risalì la foce del Rio delle Amazzoni)
Juan Diaz de Solís (raggiunse nel 1506 la penisola dello Yucatán in
Messico e nel 1516 l'estuario del Rio della Plata)
Vasco Nuñez de Balboa (attraversò l'istmo di Panama e arrivò nel
Pacifico)
Juan Ponce de León (nel 1515 toccò le coste della Florida)
Francisco de Orellana (nel 1541 partì da Quito e arrivò sul Rio delle
Amazzoni che discese fino alla fine)
Il Brasile diventa portoghese
Anche i portoghesi effettuarono diversi viaggi di esplorazione entro i
limiti indicati dal trattato di Tordesillas. Nel 1500 il comandante
Pedro Álvares Cabral con la sua flotta di tredici navi giunse alle coste
dell'attuale Brasile ma non vi trovò grandi elementi di attrattiva:
l'unico prodotto di un certo valore commerciale era il legno presente
nella zona, chiamato Brazil.
America centromeridionale
Inizialmente l'opera di colonizzazione da parte degli occidentali si
concentrò nel centro e sud America. Questi territori furono ben presto
mete di avventurieri europei alla ricerca di oro o di facili occasioni
di arricchimento, attraverso il deliberato furto e l'asservimento delle
popolazioni indigene. Visto però che i caraibici si adattavano male al
lavoro servile delle miniere e delle piantagioni morendo in gran numero,
il sovrano Ferdinando il Cattolico a partire dal 1510 autorizzò la
tratta di schiavi neri dall'Africa.
Conquistadores
Per approfondire, vedi la voce Conquistadores.
Con lo sbarco di Hernán Cortés nel Messico iniziò la conquista
dell'Impero Azteco
Lo spagnolo Francisco Pizarro nel 1531 iniziò la conquista dell'Impero
Inca.
Negli anni successivi i conquistadores si divisero in bande armate tutte
intente a conquistare territori per un impero personale. Queste lotte
ebbero fine quando la corona spagnola riuscì ad imporre il proprio
predominio sulla regione.
L'organizzazione
I territori spagnoli del Nuovo Mondo furono organizzati secondo un
sistema di tipo feudale: ai conquistadores la corona spagnola concedeva
appezzamenti di terra più o meno grandi (le encomiendas). Il feroce
sfruttamento delle popolazioni native provocò un enorme crollo
demografico. La conversione al cristianesimo fu imposta inizialmente
anche con l'uso della forza, ma poi divenne, grazie alla favorevole
accettazione della popolazione, una potente componente di integrazione
sociale.
I conquistadores si organizzavano in bande armate per conquistare i
territori scoperti. Vennero ridotti in schiavitù moltissimi nativi e
vennero utilizzate le ricchezze del loro territorio fertile e dal
sottosuolo ricchissimo, favorendo di fatto, lo sviluppo economico in
tutta l’Europa, e non solo in Spagna e Portogallo. I maggiori
sostenitori e beneficiari di questa politica di sfruttamento furono
infatti il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America e l’Olanda.
Sostanzialmente, i colonizzatori crearono un continente dal quale
attingere oro, argento (utilizzando la manodopera dei nativi ridotti in
schiavitù) e prodotti alimentari di monocolture (installate bruciando le
foreste e le coltivazioni presenti prima dell'arrivo di Colombo).
Uno dei motivi dell'arretratezza era il contrasto allo sviluppo
industriale locale operato dalle potenze coloniali. Questa portava le
colonie a vendere in Europa materie prime a prezzi bassissimi (ad
esempio metalli e fibre tessili), per poi comprare prodotti lavorati (ad
esempio armi, tessuti, attrezzature) dagli stessi Paesi europei. La gran
parte di tali ricchezze si riversavano, quindi, nei paesi produttori di
tali beni.
Anche con la fine della schiavitù, nel 1888, le cose non cambiarono; la
mortalità dei lavoratori era sempre altissima e le proprietà (terriere e
non) erano tutte divise tra pochissime famiglie ricche. Di fatto era
ancora più conveniente assumere con contratti temporanei tutti i
disperati che non potevano trovare cibo il dei paesi trasformati in
monoculture, che gestirli come schiavi.
Il caso del Brasile
In Brasile invece i portoghesi realizzarono fattorie e porti fortificati
lungo le rotte delle loro navi, non penetrando mai troppo all'interno:
infatti il commercio rimase nelle mani degli indigeni. La colonizzazione
portoghese si basò soprattutto sulla concessione di grandi latifondi per
la coltivazione della canna da zucchero. Il ristretto numero di
portoghesi nelle colonie e la numerosa importazione di schiavi neri
dall'Africa dette vita ad una società estremamente variegata, al cui
interno erano presenti numerose culture diverse.
America settentrionale
L'America del Nord, ovvero gli attuali Stati Uniti e Canada, furono
colonizzati principalmente dagli Inglesi e Francesi, seppure in grande
ritardo e con minore impegno finanziario e di uomini.
I primi tentativi di colonizzare l'America settentrionale non ebbero un
grande successo, dato che i nativi non si adattavano minimamente ad
essere assoggettati come manodopera e il clima non favoriva gli
insediamenti europei. Dopo alcuni tentativi falliti il primo
insediamento inglese stabile fu costruito nell'odierna Virginia e prese
il nome di Jamestown.
Gli inglesi partirono dalla costa più vicina all'Europa (la East coast)
respingendo progressivamente le popolazioni indigene verso Ovest (il
cosiddetto Far West).
Non è un caso quindi che le due lingue più parlate siano l'inglese e
secondariamente il francese in alcune zone del Canada.
Negli USA, in ricordo del giorno in cui Colombo arrivò nelle Americhe,
viene festeggiato il Columbus Day. |
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Pagina 3 - Cos'è la luce
Pagina 4 - L'indeterminazione
Pagina 5 Il filosofo John Locke
Pagina 6 L’interferornetro di Michelson e Morley
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Tempo e spazio: cosa sono?
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