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Anche il Manuale di
Scienze di Animali da Laboratorio ammette che 'affidarsi in modo
acritico ai risultati dei test sugli animali può rivelarsi
pericolosamente fuorviante e interferire sulla salute e sulla vita di
decina di migliaia di esseri umani'.
Allora perché usiamo gli animali per
testare i nuovi farmaci?
La vivisezione divenne legale in risposta alla tragedia della Talidomide.
Il Medicines Act del 1968 nel Regno Unito seguì il Kefauver-Harris Act
degli Stati Uniti, perfezionato nel 1961, nel bel mezzo del furore
destato dalla talidomide, in modo che ci si assicurasse che l'FDA
ricevesse prova della sicurezza e dell'efficacia di tutti i nuovi
farmaci. L'intenzione era buona ma la fiducia riposta nei test sugli
animali per assicurarne la sicurezza era tragicamente frutto di una
cattiva informazione.
Da decenni, tra gli scienziati e le industrie farmaceutiche è risaputo
che i test sugli animali sono scientificamente inattendibili. Nel
Settembre del 1962 The Lancet commentava: 'Dobbiamo far fronte al fatto
che i test più accurati sugli effetti che un nuovo farmaco può avere
sugli animali più dirci molto poco dei suoi effetti sugli esseri umani.'
Nel 1964 il dottor J. Gallagher, il direttore medico dei Laboratori
Lederle ha ammesso: 'I test sugli animali vengono fatti per ragioni
legali e non per ragioni scientifiche.'
Quindi, le compagnie farmaceutiche conducono esperimenti sugli animali
solo per assecondare i legislatori del governo. In sostanza, i dati
relativi agli animali forniscono anche una forma di difesa dalla
responsabilità che ricade sulle industrie farmaceutiche, ogni volta che
i farmaci uccidono o danneggiano la salute delle persone. Le industrie
possono puntare sulla rigorosità dei test che hanno condotto sugli
animali, sostenendo di aver fatto del loro meglio per scongiurare ogni
tragedia, minimizzando, in tal modo, ogni possibile danno a loro carico.
Sostenuti dall'intento di soddisfare la legge del governo, una selezione
pragmatica delle specie permetterà di ottenere il risultato desiderato,
sia che il farmaco debba risultare favorevolmente sicuro o efficace. E
le compagnie non sono tenute a fornire tutti i dati in loro possesso
relativi agli animali, ma solo quelli riguardanti una qualsiasi di due
specie (un roditore e un mammifero superiore). Il dottor Irwin Bross,
direttore anziano dell'Istituto di ricerca sul Cancro più grande del
mondo, lo Sloan-Kettering, osserva: 'In qualsiasi momento,
un'agenzia
governativa o una società inquinante, vogliano insabbiare un azzardo
ambientale, possono sempre trovare uno studio sugli animali che
"dimostri" le loro rivendicazioni. Possono perfino fare un nuovo studio
sugli animali che produca i risultati da loro desiderati semplicemente
scegliendo il sistema che adotti gli "animali prova" più "giusti".'
Non si può sfuggire al fatto che gli esseri umani finiscono sempre per
essere gli ultimi porcellini d'India che testano i nuovi farmaci.
Ovviamente, la salute e l'incolumità delle cavie volontarie e dei
pazienti dovrebbero essere assolute e si dovrebbero adottare le migliori
misure di sicurezza atte a proteggerli.
Testare i farmaci in modo sicuro sulle persone
I nuovi farmaci passano attraverso tre fasi di sperimentazione di base:
in vitro (test-tube) e modello in silico (test condotti attraverso
simulazione con computer); sperimentazione animale; e, infine,
esperimenti sugli esseri umani.
Prima che un farmaco sia testato sugli esseri umani, dovrebbe esserci
una dimostrazione abbastanza convincente della sicurezza e
dell'efficacia del farmaco stesso. Nessun metodo, sia esso animale,
umano o del test-tube, può prevedere le reazioni di ogni paziente con
un'accuratezza del 100 per cento. Le reazioni si differenziano in base
al sesso, all'età, al gruppo etnico d'appartenenza, perfino tra membri
della stessa famiglia. Siamo tutti diversi, ma non tanto quanto lo siamo
dagli animali, nei confronti dei quali le differenze sono talmente
profonde da renderne incerta perfino l'identificazione. I metodi che non
prevedono l'utilizzo di animali non sono sicuri al 100 per cento ma di
certo lo sono più dei metodi che fanno capo alla sperimentazione
animale.
Oggi sono disponibili degli eccellenti metodi di sperimentazione in
silico e in vitro. Molte compagnie sono specializzate nello screening
virtuale di farmaci per la ricerca di possibili effetti tossici. È
disponibile un vasto range di software in grado di prevedere i possibili
effetti di un farmaco, inclusi dei simulatori di test clinici molto
accurati. Altre compagnie si sono concentrate nella valutazione della
sicurezza e dell'efficacia dei farmaci sui tessuti umani. Uno studio
internazionale lungo 10 anni, ha dimostrato che i test condotti su
cellule umane coltivate sono più accurati, e forniscono informazioni più
utili sui meccanismi di tossicità di quanto facciano i tradizionali test
sugli animali.
Al posto di studi pre-clinici sugli animali, i successivi "pazienti
cavia" e i volontari sarebbero protetti in maniera migliore attraverso
l'adozione di studi preliminari sul microdosaggio (o esperimenti clinici
in 'fase 0' ). Gli studi sul microdosaggio consistono nella
somministrazione di dosi microscopiche (e sicure) del farmaco da testare
in volontari che vengono monitorati attraverso degli scanners. Il
microdosaggio umano, che si basa sul concetto che il modello migliore
per l'uomo sia l'uomo, ci aiuta a selezionare i migliori candidati prima
di completare il test, riducendo in tal modo, le possibilità di fallire
nelle successive fasi più rischiose e costose.
Durante i test clinici, si dovrebbero adottare delle accurate misure
farmacologiche in modo da poter essere avvisati in tempo sull'eventuale
presenza di problemi. È vero che molti effetti collaterali rari saranno
individuati solo quando i farmaci verranno prescritti ad un vasto numero
di persone. Ecco perché è molto importante tenere sotto controllo il
farmaco una volta che questo viene messo in commercio, una sorveglianza
che deve essere rafforzata, in modo da scoprire questi effetti il prima
possibile. Negli Stati Uniti, i verbali relativi alle reazioni
allergiche a farmaci sono in continuo aumento, nel 2004 ci fu il record
di 422,500 casi di allergie denunciati all'FDA. Un dato di certo
sottostimato, l'FDA avverte infatti che il numero reale è tra le 10 e le
100 volte più grande.
Cosa puoi fare tu
Esprimi la tua opinione
Nell'Agosto del 2004, un indagine indipendente composta da 500 medici
generici ha rilevato che l'82 per cento dei medici sono 'preoccupati dal
fatto che i dati relativi agli animali possono risultare ingannevoli se
applicati agli esseri umani', e che l'83 per cento sarebbe felice di
'sostenere una valutazione scientifica indipendente sulla validità
clinica della sperimentazione animale'.
Nel 2002 un gruppo di lavoro sulla tossicologia del 'Select Committee on
Animals in Scientific Procedures' ha concluso che 'l'efficacia e
l'attendibilità dei test sugli animali non è dimostrata' e che 'l'uso
standardizzato di due specie nei test di sicurezza non è una pratica
scientificamente giustificabile, ma piuttosto la conferma dell'esistenza
di un problema di differenza di specie, nel momento in cui ci si trova a
dover estrapolare, dai risultati dei test sugli animali, un metodo per
prevedere gli effetti, dello stesso farmaco, sugli esseri umani'. In
esso si raccomandava inoltre che 'l'attendibilità e la pertinenza di
tutti gli attuali test effettuati sugli animali venissero revisionate
con urgenza'.
La lega Europea contro la vivisezione e per il Progresso della Medicina
si sta battendo per una valutazione scientifica trasparente e
indipendente sull'uso degli animali nella ricerca medica e nei test
sulla sicurezza dei farmaci. Molti membri del Parlamento hanno sostenuto
questa campagna in una mozione del giorno proposta in Dicembre (mozione
del giorno 385), che dice: 'Questa camera esprime la sua preoccupazione
riguardo la salvaguardia della salute pubblica attraverso dati ottenuti
da laboratori animali, in particolare alla luce del vasto numero di
gravi reazioni allergiche a farmaci, a volte fatali, che non erano state
previste dagli studi condotti sugli animali... è stupita dal fatto che
il governo non abbia commissionato o valutato la possibilità di
effettuare una qualsiasi ricerca formale sull'efficacia della
sperimentazione animale, e che non ci sia, altresì, alcun progetto in
tal senso; insieme all'83 per cento dei medici generici di una recente
indagine, chiede al governo di facilitare una valutazione scientifica
trasparente e indipendente sull'uso degli animali come surrogati degli
esseri umani nei test di sicurezza dei farmaci e nella ricerca medica.'
Per favore, fai in modo che i tuoi esponenti parlamentari firmino questa
importante mozione, se non l'hanno ancora fatto.
Un supporto parlamentare significativo per questa mozione, favorirà la
nascita di un dibattito nella House of Commons. Il passo successivo sarà
quello di ottenere la valutazione storica richiesta nella mozione. Il
governo sembra restio a concedere tale valutazione, ma la presenza di un
vasto numero di firmatari non gli permetterà di sottrarsi a tale
richiesta con molta facilità.
La valutazione dovrà essere condotta da un equipe di scienziati
indipendenti privi di qualsiasi interesse personale per il modello
animale. Dovranno rivedere la teoria del modello animale così come viene
utilizzata attualmente nella ricerca bio-medica e nella sperimentazione
farmacologica. Per la prima volta, l'utilità medica della
sperimentazione animale verrà valutata interamente per i suoi meriti
scientifici, senza essere distratti da questioni di giustizia etica.
Il governo dovrebbe finanziare questa valutazione e garantire all'equipe
un accesso privilegiato alle informazioni delle singole compagnie,
riguardanti tutti i dati relativi alle sperimentazioni dei farmaci, sia
negli esseri umani che negli animali e non soltanto le informazioni
'scelte' appositamente per assecondare i legislatori. Per la sicurezza
dei futuri consumatori di medicine, o di ricerca medica, questa
valutazione rigorosa e imparziale è di fondamentale importanza: il fatto
è uno solo, la vita delle persone non deve correre pericoli.
Esistono delle evidenze sostanziali del fatto che la sperimentazione
animale è inadeguata al compito che si suppone debba compiere, ma
paradossalmente, non è mai stata condotta alcuna indagine sistematica al
riguardo. Il solo campo d'azione consiste in una valutazione scientifica
della sperimentazione animale, in un modo indipendente e trasparente.
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